Ora o mai più: il talent dell’Ultima Spiaggia

Ormai i talent pullulano anche sulle reti televisive italiane e pare che, al contrario di quanto accade ai reality che non sono più graditi al pubblico (basta vedere la débacle de L’Isola dei Famosi), siano sempre graditi e seguiti.

Da Amici a The Voice passando per X Factor, le gare tra esordienti che si sfidano per arrivare a un posto tra i grandi della musica sembrano essere sempre amate e non conoscere crisi, forse perché tutti sogniamo e in questi programmi la celluloide e l’etere danno corpo a sogni veri. Tra tutti i talent che ci sono, un posto particolare merita Ora o mai più, che si è difeso benissimo nella prima serata del sabato sera di Rai Uno sfidando la corazzata imbattibile di C’è Posta per te.

Tanti sono i motivi del gradimento del programma, che già aveva convinto al primo tentativo quest’estate e che adesso verrà esportato all’estero. Il programma viene presentato e vissuto, sin dal titolo, come un’epopea romantica e cavalleresca: 8 cantanti che hanno conosciuto un successo folgorante che poi, per varie ragioni professionali e personali, li ha abbandonati, ci riprovano dopo venti – trent’anni ognuno accompagnato da un coach  che sarà la sua giuda canora e anche umana. Tutti pronti dunque coi fazzoletti in mano sin dalle prime scene, perché vengono raccontate le vite dei protagonisti, partendo dal grande successo di una canzone per capire come mai di loro non si è più sentito parlare: si va da lutti a depressioni, da malattie a semplici scelte personali, e già a questo punto la storia umana può aiutare a coinvolgere il pubblico più di una bella voce.

La fiaba continua con la voglia di tornare, di dimostrare di potercela fare e, come si è superato un momento buio, così si avrà la forza di lottare per tornare a galla. Il primo ingrediente, se vogliamo un po’ cinico, per preparare il successo del programma è servito: uno vincerà la sua sfida come il principe della favole, ma per tutti ci sarà stata un’occasione di riscatto, una possibilità. Oltre all’inconscia semplicità del racconto favolistico, la dinamica parla molto della nostra società: in un Paese in cui l’ascensore sociale si è fermato e spesso non è solo fermo, ma invece di far salire fa scendere, in molti (soprattutto giovani) c’è voglia di rivalsa, di avere una possibilità di far vedere quello che si sa fare dopo essersi preparato per tanto tempo studiando e sacrificandosi.

Tanti da casa possono immedesimarsi nei cantanti in gara: giovani laureati disoccupati o costretti a lavoretti precari e insoddisfacenti, persone di mezza età che hanno perso il lavoro e ai quali nessuno dà una seconda chance perché sono troppo giovani per l’INPS, ma troppo vecchi per le aziende. Oltre al risvolto sociologico, l’interesse è concentrato sui cantanti: in primo luogo abbiamo tutti voglia di sbirciare dal buco della serratura e poter scoprire che fine hanno fatto questi “vip per una stagione” esalta il lato curioso e impiccione che tutti abbiamo dentro, in secondo luogo per molti a casa i protagonisti sono artisti che hanno arricchito la gioventù, l’adolescenza; molti avranno cercato appunti su questo o quel cantante conservati gelosamente da quando era l’uomo o la donna che si sarebbe voluto sposare. I coach svolgono un ruolo fondamentale, sia artistico che umano e sono davvero nomi importanti della nostra musica: che differenza con kermesse ben più considerate dove però a giudicare non ci sono cantanti, ma solo artisti di prestigio che però con la musica poco o nulla hanno a che fare, scelti non si capisce con che criterio.

I coach sono stati una ricchezza anche televisiva: gli screzi tra Marcella e la Berti o tra la stessa Marcella e Red Canzian hanno permesso di intuire le dinamiche anche personali e i caratteri dei maestri, sfociando a volte nel gossip. Anche i caratteri dei concorrenti hanno la loro rilevanza: Donatella Milani si è impuntata contro la sua maestra, altri si sono dimostrati pieni di sé nonostante tutto, altri ancora (fortunatamente la maggioranza) si sono impegnati con umiltà e voglia di crescere e imparare. Ma la vera ricchezza del programma è la musica. Finalmente un talent in cui si canta solo in italiano, canzoni celeberrime che, piacciano o meno, tutti conosciamo e in un momento il salotto diviene il prolungamento virtuale dello studio televisivo dove tutti cantano, ballano e urlano in un unico, immenso karaoke che permette di ricordare, di sciogliere le tensioni e  di fare comunità. Ne ho avuto la conferma quando, avendo perso una puntata, l’ho rivista su web: non aveva lo stesso appeal, benché vedessi lo studio e i protagonisti come se fosse il sabato sera, mi sentivo più sola di quando la vedo in diretta, segno che è un vero evento da seguire “Ora o mai più”.

Gli inediti di questa edizione sono più belli di quelli della precedente, su tutti segnaliamo quello di Michele Pecora, il più bello anche se ricorda un po’ “Giudizi Universali” di Bersani, quello di Donatella Milani, e l’originalità di De Marinis, mentre quello di Vallesi, che l’ha portato alla vittoria finale, è una canzone che stilisticamente ci porta indietro nel tempo con l’eleganza e la profondità che ricordavamo in Vallesi e in Dati. Bravissimo anche Amadeus che, da I soliti Ignoti in poi, è una vera rivelazione di simpatia, esperienza, capacità, e con questo risultato penso si possa candidare alla conduzione del festival di Sanremo 2020.

Spero che la RAI non voglia abbandonare un’idea così vincente, bella e che riscuote i favori del pubblico, quindi attendo con ansia la terza edizione, ricordando come a maggio 2018, quando iniziarono i promo per la prima edizione, pensai subito: “Non me lo perdo!”: avevo ragione.


Claudia Culiersi, giornalista, conduce la trasmissione informativa musicale Music Box insieme a Lucia Marches, in onda su Ciao Radio la domenica dalle 9.30 alle 10.30.

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