Enrico Nigiotti tra dolore e amore – in concerto a Bologna il 4 aprile 2019

Il cantautorato del futuro ha già le simpatiche e giovani fattezze di Enrico Nigiotti, livornese, che a Sanremo 2019 ha dimostrato di non essere solo un tipo da talent. In verità, lui di talent ne ha fatti tanti, da Amici a X Factor e proprio qui è avvenuto l’incontro decisivo con Mara Maionchi, che ha creduto in lui e lo segue, insegnandogli tutto della discografia.

Della musica, invece, si intende lui, che ancora bambino ebbe in regalo una chitarra dal papà, fan di Eric Clapton: Enrico non solo imparò a suonare la chitarra, ma capì che quello strumento poteva essere usato per suonare musiche di altri, ma anche per scriverne di nuove, alle quali aggiungere un testo. Ed è in questo che il trentunenne toscano eccelle: i testi uniscono, come solo i grandi sanno fare, profondità e semplicità, riuscendo a portare un evento o una sensazione personale e privata a diventare universale. È il caso di “Nonno Hollywood” che Enrico ha scritto di getto subito dopo la morte di suo nonno.

Partendo dal dolore per la morte del nonno, un dolore tutto privato, Enrico nel brano sa affrontare temi come il conflitto tra le generazioni, l’imbruttimento della società dovuti soprattutto all’incomunicabilità (l’idolo da scaricare) o allo sfrenato consumismo (i centri commerciali al posto del cortile). Allora non è solo il nonno che manca, ma manca “La Livorno che sai raccontare”, è amara la consapevolezza che si parla “più l’inglese dei dialetti nostri”, tutti presi in “una rete che non prende pesci, ma prende noi”.

Riflessioni mature, adulte, e se in un primo momento vediamo il giovane come un ragazzino che si addolora per la morte del nonno, dopo siamo tutti commossi perché in quel brano c’è senz’altro qualcosa che tocca le corde del nostro cuore, che eleva il nostro sentire. Il tutto è descritto con termini che difficilmente ci aspetteremmo in una canzone, come “pisciare”, con una musica semplice, ma giovane ed è questo che ce lo fa sentire così vicino. Non a caso il brano ha vinto il Premio Lunezia per il miglior testo presente al festival di Sanremo. Ed è per questo che “Nonno Hollywood” è stata scelta per partecipare al festival, cambiando idea, visto che all’inizio doveva essere “Bomba dopo bomba”, un testo che sicuramente avrebbe fatto breccia ugualmente.

Citando Venditti di “Bomba o non bomba” Enrico affronta il tema della chirurgia estetica, dell’amore verso gli altri, ma soprattutto verso se stessi. Anche in questo caso c’è riflessione, semplicità, rabbia ed ironia. Un altro brano di Enrico, “L’amore è”, è disco di platino ed è il brano che chiunque vorrebbe che il partner gli dedicasse. “L’amore è avere armi senza fare male” credo sia il verso più bello che ho sentito in una canzone da tanto tempo in qua.

Per chi ancora non avesse avuto il piacere di ascoltare i brani di Nigiotti, segnaliamo che tutti meritano di essere ascoltati e anche riascoltati, perché hanno una ricchezza tale che al primo ascolto non può essere colto tutto. Le sue canzoni sono miniere nelle quali scavando si trova sempre qualcosa e ho l’impressione che siano miniere inesauribili, perché si raccolgono emozioni e sentimenti. Enrico ha pubblicato il disco Cenerentola, titolo dato pensando a se stesso e a come la sua vita sia una bellissima favola, nella quale è arrivata la fata sanguigna di nome Mara Maionchi a raccogliere la scarpetta.

Adesso il disco è diventato Cenerentola e altre storie e, oltre a “Nonno Hollywood”, contiene anche “La ragazza che raccoglieva il vento” dedicata ad Alda Merini, poetessa dalla vita difficile e dall’arte intensa. Il disco adesso è anche un tour che parte proprio (un grande onore) da Bologna, giovedì 4 aprile al Teatro Duse. Sarà il debutto di Enrico in tour, un’occasione unica per passare una serata con lui e conoscere le sue canzoni e condividere le emozioni: non si tratta solo di un cantante per ragazzine, ma di un autore profondamente ricco, tanto che hanno voluto dei suoi testi Eros Ramazzotti e Laura Pausini, grazie alla quale Enrico ha vinto una parte di Latin Grammy visto che nel disco Fatti sentire di Laura c’è il brano “Le due finestre” scritto proprio da Enrico. Un giovane che ha il volto della gioventù migliore, che è critico con chi ha perso i valori veri “una generazione che non so sentire”.

Cantare la realtà e l’amore con questi accenti non è da tutti, ma tutti andremo al teatro Duse per il grande debutto di Enrico Nigiotti, che ha scelto proprio la nostra città per continuare un cammino che sicuramente lo porterà lontano.

(Claudia Culiersi)

Di seguito potete ascoltare l’intervista che il cantautore ha rilasciato ai nostri microfoni ed andata in onda domenica 31 marzo.

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