Panopticon: tra storia, distopia e realtà. Intervista a Jenni Fagan

E’ da poco in libreria per Carbonio Editore un sorprendente libro in bilico tra romanzo di formazione e distopia, con una protagonista originale e inaspettata. Il libro si intitola “Panopticon” e lo ha scritto l’autrice scozzese Jenni Fagan (già nota in Italia per il suo “I Pellegrini del Sole”, pubblicato dalla stessa casa editrice) che abbiamo intervistato proprio a proposito del suo sorprendente romanzo d’esordio (prima di allora si era dedicata prevalentemente alla poesia).

Anais non ha mai conosciuto la sua famiglia, tanto che è arrivata a credere di essere un esperimento nato in laboratorio. E’ sagace e pungente, ribelle e sarcastica, tutte caratteristiche che la portano a cacciarsi sempre nei guai. La conosciamo mentre sta per arrivare al Panopticon, una specie di carcere (anche se lo definiscono “struttura correttiva”) dove rinchiudono i minori considerati cause perse, accusata di aver mandato in coma una poliziotta durante un’aggressione di cui non ricorda nulla.

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