Un té con Zeffirelli

L’amore per la bellezza nasce frequentando la bellezza stessa. E cosa c’è di più bello e nobile di una città come Firenze, culla dell’arte e della cultura europea e mondiale?

Firenze significa i Medici, Michelangelo, Leonardo, Botticelli; la città trasuda bellezza, arte e nobiltà. Non poteva che essere nato qui un esteta come Franco Zeffirelli, che Firenze ha sempre amato, lasciandola solo per Roma, altra capitale culturale mondiale. A Firenze nel 1966 dedicò uno storico documentario per mostrare al mondo la tragedia dell’alluvione e nel contempo il coraggio e la buona volontà degli angeli del fango, giovani di tutto il mondo giunti per aiutare la città e metterne in salvo i capolavori letterari e artistici: il documentario, che ebbe come testimonial il suo caro amico Richard Burton, è tuttora la maggiore testimonianza della tragedia che colpì la città e il mondo.

Franco Zeffirelli insieme a Liz Taylor e Richard Burton

Nel film Un tè con Mussolini Zeffirelli racconta la sua infanzia. Presto orfano di madre, riconosciuto solo da adulto dal padre, sposato con un’altra donna, Zeffirelli si appassionò alla cultura grazie a due signore inglesi che, nei progetti del padre, avrebbero dovuto insegnargli l’inglese commerciale, e invece lo portarono ad amare Shakespeare. Il drammaturgo di Stratford upon Avon fu per lui un faro e, tra teatro e cinema, Zeffirelli fece la regia di quasi tutte le opere shakespeariane, a partire da Romeo e Giulietta che nel 1969 gli valse due David di Donatello e la nomination agli Oscar. Con gli amici Richard Burton e Liz Taylor realizzò La bisbetica domata, poi mise in scena Otello, con Katia Ricciarelli; Mel Gibson fu il suo Amleto, mentre Ofelia fu Glenn Close. Non è dunque un caso che nel 2004 la Regina Elisabetta lo abbia nominato cavaliere commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico.

Zeffirelli in realtà voleva fare lo scenografo, e, dopo aver avuto qualche particina in alcuni film, si legò a Luchino Visconti divenendo il suo aiutante, e qualcosa di più, insieme a Franco Rosi. Dopo un lungo sodalizio che generò dei capolavori, tra i due la rottura fu definitiva e Zeffirelli iniziò una propria carriera in cui ebbe la capacità e il privilegio di coniugare tutte le sue passioni, compresa la lirica che amava tantissimo: quest’estate all’Arena di Verona andrà in scena una sua ulteriore regia, la nona, de La Traviata.

Fu amico intimo della Callas, di cui diceva che la lirica ha avuto un prima e un dopo Callas, e a lei dedicò nel 2002 Callas Forever, un racconto degli ultimi mesi della cantante nel quale il regista dipinge in qualche modo se stesso nella figura del caro amico della donna. Cattolico profondo, la fede non è mai stata separata dal suo lavoro e Fratello sole e sorella luna resta nel cuore dell’umanità come il più bel racconto della storia di Francesco, che diventa metafora della ricerca del Bello assoluto nelle piccole cose e in Dio che tutto rende bello, anche sorella morte.

Per la televisione firmò Gesù di Nazareth, tuttora la serie più esportata in tutto il mondo, grazie alla semplicità e immediatezza dei contenuti: Gesù viene rappresentato come uno di noi, vicino a tutti e a ciascuno nella sua umanità. Tra i suoi amici c’era anche Oriana Fallaci, un’altra grande fiorentina di carattere, e lui si batté perché il Comune le riconoscesse il Fiorino, la massima onorificenza di Firenze: chissà se adesso, passato il momento del compianto, lo daranno a lui, che ha illuminato la città al pari dei geni del Rinascimento.

Amato più all’estero, in particolare nei paesi anglosassoni, che in Italia, secondo alcuni critici era eccessivo, e pare che anche il suo ultimo allestimento de LaTraviata sia hollywoodiano, ma proprio in questo sta la sua cifra distintiva.

Mai pago, per tutta la sua esistenza ha avuto il gusto della scoperta e della ricerca, cercando di realizzare qualcosa di più, qualcosa che non ci fosse ancora e ha sempre avuto la fantasia e la capacità di vedere un altro modo di fare le cose, tanto che le sue nove Traviata sono una diversa dall’altra.

A testimonianza della sua freschezza e gioventù mentale,  pare che negli ultimi giorni, fiaccato dalla malattia e giunto ormai a 96 anni, rispondesse a chi gli chiedeva come stesse: “Ho ancora tanti sogni da realizzare”: forse è questo il segreto per vivere a lungo.

Era anche amico di Silvio Berlusconi e fu eletto senatore tra le fila di Forza Italia  nel 1996, ma la morte di Franco Zeffirelli è una grave perdita per tutto il nostro Paese e per la cultura mondiale, alla quale però resterà per sempre l’opera di un grande esteta che può portare chiunque abbia sensibilità ad amare davvero la bellezza, cosa di cui c’è tanto bisogno in questa epoca di bruttezza e volgarità.


Claudia Culiersi, giornalista, conduce la trasmissione informativa musicale Music Box insieme a Lucia Marches, in onda su Ciao Radio la domenica dalle 9.30 alle 10.30.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *