Teatro Duse: Bologna si tinge di emozioni

Il teatro Duse è il teatro più antico di Bologna, era attivo già nel XVII secolo per piccoli spettacoli di una scuola gesuita, nel 1822 divenne il Teatro Brunetti e fu per anni usato per spettacoli di burattini o esibizioni circensi. Alla morte dell’ingegner Brunetti, i figli lo ristrutturarono e ne fecero un teatro di prosa che venne intitolato alla grande Eleonora Duse, talmente grande da essere tuttora l’unica attrice ad avere avuto un teatro intitolato mentre era in vita (all’epoca dell’intitolazione l’attrice aveva 40 anni ed era in piena attività). Da allora il Duse è diventato il teatro di prosa di Bologna e ha saputo rinnovarsi e restare il punto di riferimento teatrale ed artistico della città, nonostante le difficoltà, o forse proprio grazie ad esse.

Anche quest’anno il Duse presenta un cartellone ricco di generi diversi: si spazia dal violino al balletto, dal folk al pop, dalla commedia alla tragedia. Un po’ come nella vita, il cartellone comprende una serie di suggestioni ed emozioni, ed ognuno potrà senz’altro trovare ciò che gli si confà. Si inizia con Brecht e la sua Madre Courage, una condanna di tutte le guerre, interpretata dalla grande Maria Palato.

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Moni Ovadia

Dal 15 novembre, invece, ancora riflessione, ma di tutt’altro tipo, con Tennessee Williams e il suo Un tram che si chiama desiderio, interpretato dai bravi e belli Mariangela D’Abbraccio e Daniele Pecci. Una storia di incomprensione, incomunicabilità, follia, che riflette amaramente sulla società contemporanea, e che non a caso è il leit motiv del capolavoro di Pedro Almodovar Todo sobre mi madre. Dal 18 novembre, però, si ride, grazie a Moni Ovadia, e alla sua ironia intelligente: lo spettacolo si intitola Dio ride (Nish Koshe), ovvero Dio ride così così, un testo in cui l’ironia è unita alla riflessione, dal 19 novembre sul palco del Duse arriva la musica fatta con spessore e intelligenza, ed anche in questo campo saranno tanti i generi rappresentati. Si comincia con la musica popolare di Vinicio Capossela, per proseguire con Dodi Battaglia (ex Pooh) e le sue Perle per poi arrivare ad Uto Ughi, una vera star della musica, che col suo violino ci farà sognare e viaggiare nel tempo e nello spazio, interpretando le Quattro Stagioni di Vivaldi accompagnato dai Solisti Veneti.

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Milena Vukotic

Il 29 novembre grande prova attoriale di Gaia De Laurentis e Ugo Dighiero che interpreteranno ognuno 5 personaggi che, ricercando il vero amore, vivranno incontri improbabili: Alle 5 da me è una commedia francese di Chesnot, nella quale il divertimento è assicurato, ma, come sempre accade nelle opere francesi, ad esso si accompagna una fotografia della nostra società. Il 3 dicembre arriva Filippo Timi, che è riduttivo definire attore: lo spettacolo Skianto l’ha scritto lui e vi si trova una divertente ma pungente e a volte provocatoriamente feroce riflessione sulla disabilità. Mercoledì 11 dicembre arriverà sul palco la grazia e l’intelligente leggerezza di Milena Vukotic che, con Maximilian Nisi, racconterà la storia di un’anziana che si vede buttata fuori di casa dal figlio che lei non vede e non sente da anni: la donna si barrica in casa e il finale è davvero inatteso e sorprendente. La Vukotic sa unire l’ironia e la maschera burlesca che le abbiamo conosciuto come moglie di Fantozzi alla classe che ci ha mostrato a Ballando con le stelle.

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Gianni Morandi

Questo cartellone ricchissimo riempie le serate libere da quella che è, non ce ne vogliano gli altri, la vera punta di diamante di questa stagione: Stasera gioco in casa, lo spettacolo di Gianni Morandi che sarà al Duse da venerdì 1 novembre per 21 serate, compresa quella di Capodanno. Morandi vuole con questo spettacolo ripercorrere la sua carriera e poteva farlo solo nella sua città, Bologna, e nel teatro che per primo l’ha ospitato quando il successo stava appena arrivando. Mani e cuore grandi, Morandi ha saputo riemergere dai momenti bui, grazie al calore e alla simpatia che l’hanno sempre contraddistinto facendo sì che a vedere il suo spettacolo ci siano tre o quattro generazioni. Nemmeno gli organizzatori credevano ad un tale successo, che ha costretto il Duse ad aggiungere delle serate, con biglietti prenotati da ogni parte d’Italia e non solo. Da Gianni Morandi a Brecht, da Chesnot a Uto Ughi, da Tennessee Williams a Dodi Battaglia: parafrasando Forrest Gump possiamo dire che il Duse è proprio come una scatola di cioccolatini, solo che si può scegliere il gusto preferito, ma anche provare un gusto nuovo può essere stimolante.

Il cartellone del Duse (e parleremo in seguito dei tanti spettacoli da dicembre in poi) conferma che davvero il teatro ci fa viaggiare nel tempo e nello spazio, costruendo una realtà di vari colori, proprio come la vita. Vi invito ad aggiungere un po’ di colore alla vostra esistenza: andate a teatro.

(Claudia Culiersi)

Di seguito l’intervista realizzata con la Dott.ssa Livia Amabilino relativa alla prima parte della stagione del Duse:

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