Gianni Morandi a Bologna: 999 spettatori + me

È sempre bello quando la propria squadra del cuore gioca in casa, come è bello tornare a casa quando si manca da tanto tempo. Per questo il ritorno di Gianni Morandi a Bologna è simile ad una grande festa, atteso e desiderato dai fan e da tutti i bolognesi.

Morandi, infatti, è sempre presente nella vita della città, tifa per il Bologna e si mobilita sempre per ciò che serve o sta a cuore alla sua Bologna, per questo i bolognesi lo amano. Il cantante ha voluto fare un regalo alla sua città, e ha deciso che il suo tour si sarebbe tenuto solo a Bologna, presso il teatro Duse, il più antico e rinomato della città e si sarebbe chiamato Stasera gioco in casa. Il titolo del tour è anche quello del nuovo singolo di Morandi, che apre e chiude lo show ogni sera, ed è stato scritto dal nipote Paolo Antonacci, figlio di Biagio Antonacci e Marianna Morandi: questo impegno è dunque una grande emozione per tutta la famiglia.

Il brano è delicato, mai banale, racconta di Bologna che diventa metafora di vita, in tutte le sue età, e procede per immagini che fanno immaginare tutta la poesia della città a chi non la conosce, e ne illuminano la bellezza anche per chi ci vive e spesso non si rende conto di tutta la bellezza di cui è circondato. All’inizio si era pensato a 12 serate, ma le richieste erano talmente tante che si è velocemente passati a 21 e forse aumenteranno ancora perché le prenotazioni fioccano da tutta Italia, e non solo, per assistere allo show di Morandi. Lo spettacolo di punta sarà il 31 dicembre, occasione per passare il Capodanno insieme a Morandi, gustando buona musica.

In tre ore di spettacolo, Gianni sfodererà tutto il suo repertorio, comprese le canzoni “brutte” cui sarà dedicato un medley: ci sono quelle furbamente fatte sparire e mai più eseguite, ma anche quelle che, seppur di scarso valore artistico, sono arrivate alla gente grazie a strane alchimie. La prima parte dello show è più istituzionale, mentre la seconda è quella caratterizzante lo spettacolo e cambia ogni sera. Morandi infatti vuole che siano gli spettatori del Duse a scegliere le canzoni che lui dovrà eseguire, quindi non ci sarà uno spettacolo uguale all’altro ed ogni sera l’emozione e il piacere di stare insieme è diverso.

Morandi durante lo spettacolo non si limita a cantare, ma ogni canzone è un pretesto per raccontare la sua vita e la sua storia, quella di uno che ce l’ha fatta: le canzoni cantate alle feste con sua madre, le lezioni dalla maestra Scaglioni a Bologna (così lontana allora per un ragazzino di Monghidoro), le prime audizioni e il ricordo di suo padre che voleva per lui un lavoro vero, non le canzonette. Ad appena 19 anni Morandi era già sul palco del Duse, emozionatissimo, e in platea c’erano solo sua madre e sua sorella, perché suo padre non aveva il vestito adatto per entrare in teatro.

Poi i primi successi, gli amori, i figli, un’inattesa battuta d’arresto che finì grazie a Mogol, alla Nazionale cantanti e “Canzoni stonate”, scritta proprio da Mogol che seppe raccontare il Morandi di quel momento. Morandi racconta se stesso in un avanti e indietro nel tempo con aneddoti a volte simpatici, a volte commoventi, ma che sempre fanno sentire il pubblico parte di una grande famiglia, come un gruppo di amici o familiari coi quali condividere episodi e ricordi.

Tante le persone che Morandi ha incontrato nella sua lunga strada, tanti i colleghi con cui ha duettato, su tutti Lucio Dalla, altro bolognese doc, che per Morandi era un amico sincero, rappresenta un pezzo di strada fatto insieme, nella vita e sotto i portici di Bologna. In queste serate Morandi vuole invece duettare col pubblico, in particolare femminile: le signore o signorine che sanno cantare (ma non importa essere professioniste, basta essere intonate) possono chiamare il Duse ed essere ascoltate per eseguire un brano con Morandi sul palco. Si tratta quindi di uno spettacolo aperto, che l’artista farà col pubblico, che diventerà non un passivo insieme di spettatori, ma un protagonista, come se tutti i presenti potessero essere contemporaneamente sul palco.

A proposito: il Duse comprende 999 posti, Morandi ha detto che quindi ci saranno 1000 persone, 999 più lui, abbattendo tutte le barriere che a volte si frappongono tra pubblico e artista. È proprio vero che “Uno su mille ce la fa”! e lui ce l’ha fatta, ce la fa ogni volta.

(Claudia Culiersi)

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