Sanremo magico: saltano fuori due big in più dal cilindro di Amadeus

Sanremo fa rima con polemica e ogni pretesto è buono per innestarne una, ma quest’anno, sarà per l’importante anniversario (il festivalone compie 70 anni), si è cominciato col botto. E non a caso, perché la prima scossa al festival che inizierà il 4 febbraio è stata data proprio il 31 dicembre. Amadeus, conduttore e direttore artistico, aveva fatto sapere da tempo che i nomi dei Big sarebbero stati resi noti durante lo speciale de I soliti Ignoti del 6 gennaio, ma, come prassi vuole, la stampa ne era stata informata già a metà dicembre con l’ordine di tenere l’importante elenco segreto fino all’arrivo della Befana. Ma qualcosa è (volutamente?) andato storto.

Alfonso Signorini ha pubblicato su Chi l’elenco dei nomi con l’uso, però, del condizionale, mentre il 31 dicembre Repubblica ha pubblicato un’intervista ad Amadeus spoilerando definitivamente l’elenco. Forse per metterci una pezza, Amadeus, in collegamento col TG1 delle 13,30, ha letto i nomi togliendo ogni magia e ogni sacralità ad un momento che per gli italiani è, da settant’anni, come la comunicazione dei convocati per la finale del Mondiale di calcio. I nomi dei Big in gara a Sanremo sono stati bruciati in una decina di secondi e questo ha fatto passare in secondo piano ogni commento sul cast e sul valore dei valorosi combattenti anche perché molti nomi non sono stati colti e tutto è parso privo di regalità. La sera del 6 gennaio i cantanti in gara si sono personalmente presentati al cospetto di Amadeus per ringraziarlo e comunicare il titolo del loro brano in gara, ma, sorpresa delle sorprese, Amadeus ha tirato fuori dal suo cilindro altri due nomi, facendo salire il numero dei cantanti in gara da 22 a 24. Calato il sipario su questo gioco di spoiler si può ragionare sul valore del cast.

Da anni il festival tenta di svecchiarsi e di accogliere anche chi in altri tempi sarebbe stato considerato troppo poco ortodosso per l’Ariston. Così Achille Lauro può tornare per la seconda volta al festival, che ospita anche l’ecletticità dei Pinguini Tattici Nucleari, il rap di Anastasio, di Rancore (dai suoni e temi importanti) e Junior Cally, il rapper mascherato. Inattesa e pronta a farci ballare Elettra Lamborghini, amatissima in tutto il mondo con la sua commistione di rock e latino – americano. Tanti i nomi provenienti dai talent, da Elodie, a Giordana Angi, Alberto Urso, lo stesso Anastasio, Riki ed Enrico Nigiotti, che dopo “Nonno Hollywood” ha già dimostrato di essere un cantautore profondo e intelligente. Piero Pelù porterà il suo rock, ma lui ormai è un classico. Le Vibrazioni insieme a Irene Grandi, con un brano di Vasco, e Michele Zarrillo, cantore dell’amore più puro, accontenteranno i 40 – 50enni. Con loro anche Marco Masini che sul palco dell’Ariston festeggerà i 30 anni di carriera: era infatti il 1990 quando vinse tra le giovani proposte con “Disperato” e sarebbe un bel modo di festeggiare bissare la vittoria del 2004 con “L’uomo volante”.

Diodato e Levante promettono canzoni impegnate e intellettuali, mentre Morgan si riunisce a Bugo (erano insieme nei Bluevertigo) per portare certamente un brano intelligente. Gabbani torna al festival, dove sogna il triplete dopo la vittoria del 2016 tra i giovani con “Amen” e quella tra i big nel 2017 con “Occidentali’s Karma”, attendiamo la sua ironia  impegnata. Paolo Jannacci è tutto suo padre, con lui si respirerà un’atmosfera jazz come con Rapahel Gualazzi, jazzista sensibile, che però non ha disdegnato incursioni in altri mondi musicali. Tosca in genere sa omaggiare Roma e il bel canto romanesco, spesso i suoi brani sembrano scritti dalla coppia Brecht – Weil e cantati da Gabriella Ferri. E, last but not least, per la gioia di tutti gli over (non ce ne voglia lei, ma quest’anno è lei la capitana per ragioni anagrafiche) torna al festival dove era stata per l’ultima volta nel 1972 Rita Pavone.

Un cast che promette di unire tanti generi musicali, che accontenta i giovanissimi, ma anche chi ha qualche anno in più, che non vuole più di tanto stupire (in ogni edizione del festival c’è sempre il nome che mai ci si sarebbe aspettato di vedere su quel palco) ma accontentare. Dopo le polemiche dell’anno scorso, questo festival riuscirà ad essere un festival di pace e senza politica? Intanto si sono levati insulti contro Anastasio e persino contro Rita Pavone, rea di essere “sovranista”. Siamo certi che lei ha la risposta pronta: “Datemi un martello”. Appuntamento al 4 febbraio.

(Claudia Culiersi)

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