AGAINandAGAINandAGAINand, una mostra sul tempo

Verrà inaugurata questa sera dalle ore 19:00 al MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna la collettiva artistica AGAINandAGAINandAGAINand.

“L’inutilità irreversibile del tempo” cantava Rino Gaetano. Ogni giorno della nostra vita facciamo i conti con il tempo. Che passa in fretta, che non passa mai. Scandito sempre e comunque seguendo un ciclo di ore, di abitudini, di rituali. Ma è possibile cambiare la percezione che si ha del tempo?

La fisica quantistica moderna ci apre un panorama molto grande a riguardo e, partendo proprio da queste tesi scientifiche, la mostra AGAINandAGAINandAGAINand – il titolo stesso ci descrive un “eterno ripetersi” – indaga il tema del loop, della ciclicità del tempo e la possibile revisione della sua dogmatica linearità.

Il cuore della mostra è l’esposizione-performance Bonjour di Ragnar Kjartansoon, un artista Islandese di grande talento.

L’opera consiste in una piccola scena teatrale visivamente deliziosa. La scenografia fiabesca rappresenta una piccola parte di un villaggio parigino degli anni ’50 dove, un uomo e una giovane ragazza, cercano una comunicazione fra loro fatta di sguardi rubati e parole sussurrate.

La realtà scenica, volutamente caratterizzata da cliché – amati dall’artista perché nella loro profondità nascondono una verità – racconta gli stereotipi occidentali come il machismo, l’oggettificazione del corpo femminile, e l’idea di romanticismo. Gli attori ripetono le stesse azioni ogni cinque minuti per tutta la durata della mostra accompagnata da un sottofondo musicale, la canzone La Mer (1946) di Charles Trenet. Esaltando lo stile romantico del teatro e del cinema, la performance si rinnova ad ogni ripetizione, trasmettendo allo spettatore una diversa percezione del tempo.

La collettiva è composta anche dai dipinti di Apostolos Georgiou che raccontano una quotidianità alienante suscitando un vero senso di inquietudine, dall’opera videografica DRAG DRAG SOLO di Cally Cooper, Il Calendario delle Semine di Luca Francesconi, l’opera filmica A Letter to Uncle Boonme di Apichatpong Weerasethakul, e la video-installazione terrifica di Ed Atkins dal titolo Safe Conduct.

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