Grande grande grande Mina

Quanto può vivere una tigre?

Quella di cui parliamo noi, Mina, è di Cremona anche se nacque per caso a Busto Arsizio, compie 80 anni, ma è immortale. Non a caso Mina fu soprannominata la tigre di Cremona: lei è stata davvero una tigre, per tutta la sua vita artistica e personale. Infatti, non è stata solo la più grande cantante ed interprete italiana, ma ha saputo, lei dai valori semplici e borghesi, cambiare la mentalità dell’Italia degli anni Sessanta e ha sicuramente avuto un ruolo nella fase di emancipazione delle donne nel nostro Paese.

Iniziò a cantare quasi per gioco a scuola durante la ricreazione e non si tirò certo indietro quando gli amici che l’avevano accompagnata alla Bussola la sfidarono a prendere il microfono e ad esibirsi al termine del concerto di don Marino Barreto che le cedette il microfono; i pochi ancora presenti nel locale poterono dire di aver assistito, estasiati, al debutto della più grande voce italiana e forse non solo. Questi inizi parlano di una ragazza elegante, di buona famiglia, conscia delle sue possibilità e del suo talento, che non si arrende e non si lascia intimidire: già questo basterebbe a giustificare il soprannome di tigre.

Per tutta la sua carriera, Mina fu anche maestra di look e di vita, soprattutto quando divenne anche conduttrice televisiva. Basta guardare i filmati che la riguardano e si vedrà che Mina non è mai uguale a se stessa: capelli corti, capelli lunghi, neri, biondi, rossi, lisci, ricci, il trucco delicato o forte, la tigre di Cremona ha sempre saputo dettare le mode e non si è limitata a seguirle. Quando si presentò senza sopracciglia tutte le donne corsero a farsele tagliare, tutte si pettinavano e si truccavano come lei.

Mina fece scalpore anche per la sua vita privata. Il primo amore noto fu Corrado Pani, attore e doppiatore di grande fama, ma che risultava ancora sposato (benché in pratica già separato dalla moglie) quando si scoprì la sua liason con la cantante, dalla quale nacque un figlio, Massimiliano detto Paciughino. Negli anni in cui l’Italia aveva ancora il reato di concubinato e adulterio, la storia tra i due fece scandalo, ne parlò persino la Chiesa e Mina fu estromessa dalla RAI perché non ritenuta un esempio moralmente edificante. Tra i due la relazione finì presto e a fianco di Mina ci fu Augusto Martelli, col quale la cantante andò a convivere, in anni in cui di convivenza ancora non si parlava ed esisteva solo il matrimonio.

Mina insieme al figlio Massimiliano

Ci fu invece il matrimonio con il giornalista Virgilio Crocco, dal quale Mina ebbe una figlia, Benedetta, quando però  il matrimonio era già naufragato. La morte in un incidente stradale di Crocco fu comunque uno dei più grandi dolori nella vita di Mina, insieme alla morte, in circostanze analoghe, del fratello Alfredo, anche lui intenzionato a seguire la carriera musicale col nome di Geronimo. Forse queste vicissitudini personali che la cantante vide spiattellate su tutti i media convinsero Mina ad un gesto eclatante che confermò il suo essere tigre, consapevole del suo talento e dotata di forza e personalità: l’addio alle scene.

Dal 1977 Mina non appare più, non fa televisione, non fa concerti, ma regala la sua voce in nuovi lavori nei quali decide lei come mostrarsi: barbuta, fumetto, astratta, ed ancora una volta siamo noi a seguire lei, benché lei ci regali “solo” la sua voce. Il fatto è che la sua voce è tutto, è quello che ci avvolge di magia ogni volta che la ascoltiamo: inconfondibile e capace di comunicare tanti messaggi oltre al testo che canta. Frank Sinatra la voleva in America, ma lei scelse, con la sua indipendenza di pensiero, di non andare: le bastava restare in Italia, apparire ogni tanto come un fumetto, un avatar, una pittura e farci felici.

Mina in fondo ci ha insegnato che la vera indipendenza di pensiero è cercare di realizzare una famiglia, di cercare l’amore in senso totalizzante. È grazie a lei che abbiamo avuto Fabrizio De André: lei era già una grande, lui aveva scritto “La canzone di Marinella” senza arrivare al successo, ma Mina la sentì e bastò che lei la accennasse per donarci, oltre alla sua voce, anche la poesia di De André.

I più grandi cantautori, da Paoli a Malgioglio, da Mogol a Paolo Limiti a Fossati, hanno scritto per lei e il connubio con la coppia Mogol Battisti creò pura magia, sia discografica che televisiva nella loro famosa apparizione comune.

I dischi con Celentano e l’ultimo con Fossati sanno mischiare poesia e divertimento, ma la classe e il talento della Tigre sanno sempre emergere. Mina sa cantare ogni cosa e ha spaziato tra vari generi: il pop, il jazz, il rock, il twist, senza sfigurare. Ogni cantautore che ha scritto per lei ha detto che lei non è una cantante, non è un’interprete: è talmente grande che collabora alla scrittura dando al brano una luce nuova grazie alla sua voce. Pare che lei registri all’alba e la sua voce è già talmente perfetta che è quasi sempre buona la prima, al massimo si rifà per curare qualche rifinitura. Qualcuno si è spinto a dire che la sua voce è un miracolo. Per non parlare di tutto quello che Mina ha fatto in televisione, nei tempi d’oro del varietà, quando la regia era di Antonello Falqui ed Enzo Trapani, si facevano ore di prove per ogni balletto e ogni stacco.

Mina sei davvero grande grande grande: grande per ciò che hai fatto per la nostra musica e televisione, grande per le tue scelte di vita, grande per aver scelto di scendere dal treno del successo in corsa, dimostrando che il talento può tanto, ma ci sono cose più importanti.

(Claudia Culiersi)

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