Il mio nome è Connery, Sean Comnery

Con Sean Connery se ne va un grande attore e un grande uomo, forse l’ultimo vero mito del cinema hollywoodiano. Nacque a Edimburgo: il padre, di origini irlandesi, era camionista, la mamma cameriera. Il suo sogno era la marina e si arruolò finché non fu congedato per problemi di salute.

Da quel momento face tanti diversi lavori, tra cui qualche piccola parte teatrale, ma più per divertimento e per arrotondare che per reale vocazione. Partecipò anche a Mr Universo rappresentando la Scozia e da quel momento, anche se non vinse, iniziò a lavorare più proficuamente nello spettacolo con piccoli ruoli teatrali e cinematografici.

Sean Connery – Agente 007

La vera svolta fu però quando fu scelto per interpretare l’agente 007 James Bond vincendo la concorrenza di attori molti più rinomati e blasonati di lui come Gregory Peck e Cary Grant. Era il 1962 e dal cinema il bel giovane scozzese non sarebbe più tornato indietro. James Bond gli diede subito una notorietà inattesa, lui era perfetto per quel ruolo, il film ebbe un successo incredibile e se ne girarono altri episodi, sempre con Connery nel ruolo dell’agente a servizio di Sua Maestà. E pensare che i produttori lo avevano scelto senza troppo entusiasmo, ritenendolo, sostanzialmente, il meno peggio per il ruolo!

Sean Connery interpreta Guglielmo da Baskerville ne “Il nome della rosa”

Il vero pregio di Connery è però stato quello di non restare legato al cliché del personaggio che l’aveva lanciato: recitò per Hitchcock in Marnie, alternò film di vario genere dalla commedia ai gialli dimostrandosi un grande attore anche perché diede sempre grandi interpretazioni, indipendentemente dal genere. Uno dei suoi ruoli più importanti e caratterizzanti è stato quello di Guglielmo da Baskerville nella trasposizione cinematografica de Il nome della rosa di Umberto Eco, mentre vinse l’Oscar per Gli intoccabili di Brian De Palma, nel quale interpretò un ruolo da non protagonista, ma in maniera magistrale. Tornò, dopo il Nome della Rosa, all’ambientazione medievale con Il Primo Cavaliere, nel quale interpretò Re Artù cui affiancò un giallo tratto dal romanzo di Agatha Christie Assassinio sull’Orient Express.

Fu un ladro truffaldino in Entrapement  con Catherine Zeta Jones e coprodusse Scoprendo Forrest  di Gus van Sant, nel quale interpretò uno scrittore introverso. Interpretò il padre di Indiana Jones e fu anche Riccardo Cuor di Leone in Robin Hood. Abbandonò il cinema perché deluso dalla deriva dell’industria cinematografica americana, ma partecipò ad un videogame in cui rivivere le avventure di James Bond. Dopo di lui altri attori avevano interpretato, anche con successo, il ruolo, ma per il videogame fu scelto lui, segno che era Connery l’unico James Bond.

Bellissimo e affascinante, per tempo ha tenuto nascosto un suo difetto fisico: divenne calvo da giovanissimo, tanto che già per girare James Bond usava un toupet come è stato confermato solo recentemente. Era vegano e si batteva fortemente per il rispetto dell’ambiente, ma il suo grande amore era la Scozia. Era orgogliosamente scozzese, indossava spesso il kilt e si era fatto tatuare Scotland Forever già ai tempi della marina. Si impegnò per l’indipendenza della Scozia in occasione del referendum del 2014 e ha sempre sostenuto il Partito Nazionale Scozzese. Nonostante questo, era troppo grande per essere ignorato anche dall’establishment britannico e la Regina non poté esimersi dal nominarlo baronetto, dunque divenne Sir.

Ma al di là dei riconoscimenti politici, Connery resta un attore che ha vissuto e ci ha permesso di vivere, attraverso la sua arte, tante vite, sempre con eleganza, fascino e raffinatezza, come un vero Sir, tanto scozzese, tanto british, ma tanto umano e vero.

(Claudia Culiersi)

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