Libri, 26/06 ore : L'alibi della vittima a ONO Arte

alibi vittimaONO Arte Contemporanea (Via Santa Margherita n.10 a Bologna) giovedì 26 giugno ore 18.30, presenta il romanzo L’alibi della vittima, Gargoyle Books, 2014, alla presenza dell’autrice Giovanna Repetto, in conversazione con Alberto Sebastiani (la Repubblica) ed Erika Zini (Ciao Radio).

Tra giallo psicologico e noir sociale, L’alibi della vittima racconta della durezza di vivere, ed è un romanzo coinvolgente, amaro, forte nella sua dimensione corale, in cui a svettare quale vero protagonista – più che un personaggio in particolare – è specialmente la dipendenza (dalle sostanze, dal sesso, dal potere, dall’amore che diventa ossessione per l’altro), responsabile di condotte terribili come l’autodistruzione, la perdita di dignità, l’aggressività e la sopraffazione. Dramma individuale che diventa dramma sociale.

Aleggiano i numi tutelari dei grandissimi Scerbanenco e Fruttero&Lucentini, mentre piacevolmente lampante è l’omaggio all’immenso Gadda di Quer pasticciaccio brutto de via Merulana.

Rocca Persa, piccolo centro collinare dei Castelli Romani, è una meta costante di Memè, un oscuro individuo invischiato in un prospero commercio clandestino di cocaina purissima, e al centro di un’indagine condotta dal maresciallo Trevisan. L’identità dell’uomo rimane un enigma per tutti. Per Greta, esuberante ragazza dalle pose vamp e amante di Memè, interessatissima a scalzarlo dall’illegale e proficuo commercio. Per il brigadiere Di Stasio, che conduce un’indagine parallela con metodi discutibili. Per Anna Trevisan, moglie inquieta del maresciallo, al corrente dell’inchiesta. Per Alisia, venticinquenne allo sbando, legata a Greta da una conoscenza quasi familiare, che non ha nulla dell’amicizia e parecchio dell’opportunismo. Per Marco, tossicodipendente irredimibile, malgrado le speranze della madre che vorrebbe mandarlo nella comunità toscana “La cruna dell’ago”. Per Gaetano, pregiudicato in libertà vigilata con il debole per la polvere bianca. Frattanto Lina – una psicologa con il dono della diplomazia – e Maria (detta “Holy Mary”) –, un’assistente sociale un po’ fricchettona, appassionata e caparbia – operano senza sosta presso il Servizio per le Tossicodipendenze di Rocca Persa, implementando incisivi percorsi di riabilitazione. La sera del 2 settembre, il corpo senza vita di Memè viene ritrovato a Roma, in via Merulana, nell’appartamento di Andreina Burlando – che aveva lasciato le chiavi di casa al nipote Marco perché partita per le ferie. Quel giorno diverse persone residenti a Rocca Persa sono nella capitale. Su tutti si staglia l’ombra del sospetto. Tutti hanno un alibi, ma tutti hanno anche un movente. Le indagini ufficiali prendono strade che via via si rivelano senza uscita, mentre due giovani carabinieri cercano, quasi per gioco, di ricostruire la vera identità di Memè, che anche dopo l’omicidio seguita a restare sconosciuta.

Ecco il book trailer del libro:

Hanno detto:

Il “pasticciaccio” legato alla cocaina raggiunge l’apice in via Merulana.
la Repubblica – Alessandra Rota

Colpisce, nel romanzo di Repetto, la capacità di contemperare i toni: il distanziamento ironico talvolta operato nei confronti di alcuni personaggi […[ e il frequente ricorso al paradosso si accordano perfettamente con la necessità di mantenere alto il livello della tensione, così come si addice a un thriller.
Il Mattino – Maria Vittoria Vittori

Un romanzo ambizioso […] nel quale l’autrice si ricollega a quei soggetti “che, per la loro trasgressività, vivono ai margini, fra autodistruzione e perdita di dignità, violenza e illegalità”. […], un campionario del disagio che si propone come il filo conduttore di questo lavoro, in bilico fra giallo psicologico e noir. Fermo restando il nervo scoperto rappresentato dalla contrapposizione di altre realtà, come il rapporto fra sanità pubblica e sanità privata, ma anche quello basato sui pregiudizi e le ipocrisie nei confronti della tossicodipendenza. In altre parole tematiche calde, che non mancheranno di catturare il lettore.
Economia Italiana – Mauro Castelli
L’alibi della vittima ha il merito di squarciare il vello dell’ipocrisia su argomenti troppo spesso liquidati con superficialità o, peggio, cinicamente piegati all’opportunismo politico. Un romanzo di denuncia, ma anche un giallo autentico.
Gazzetta di Parma – Felice Modica

Il finale in qualche modo irrisolto, almeno se considerato dal lato della giustizia ufficiale […], riconduce il romanzo di Giovanna Repetto nel solco del noir. Il genere inevitabilmente più congeniale quando ad un mistero si accompagnano drammi personali e drammi sociali.
Lankelot – Luca Menichetti