Steve Strange è morto: addio al pilastro del New Romantic

Visage_OrchestralL’8 dicembre 2014 era uscito il 5° album da studio dei Visage. Steve Strange, leader del gruppo e icona vivente del New Romantic, era tornato alla musica, mai realmente abbandonata, e con il suo essere istrionico e camaleontico aveva portato un’ondata di colore e suono. E’ con immensa tristezza che apprendiamo ora la sua scomparsa a soli 55 anni, con molto tempo ancora davanti per dare il suo contributo al mondo della musica.

Nel 1979 al Blitz di Londra, del quale Steve Strange era direttore artistico,  è cominciato il movimento New Wave che ha portato alla ribalta artisti come Midge Ure, Duran Duran, Siouxie, Cure e tanti altri. Ai party organizzati da Steve hanno preso parte moltissime celebrità tra i quali Mick Jagger, il non ancora famoso Boy George e soprattutto David Bowie (per il quale organizzò in seguito le Bowie Nights) che, affascinato dall’atmosfera e vivacità artistica del locale, decise di coinvolgere – ad aprile del 1980 – la colorata crew del Blitz nel video del suo famoso singolo Ashes to Ashes.

Qualche mese prima, però, Steve Strange assieme all’amico Rusty Egan aveva coinvolto Midge Ure nel progetto Visage. Il 1980 è stato l’anno del loro maggior successo grazie al singolo Fade to Gray, intramontabile hit e simbolo di tutto il movimento New Romantic.

I Visage divennero così importanti che Midge Ure, a quell’epoca leader degli Ultravox (Vienna, Rage in Eden), decise di continuare a cantare anche nella band di Steve a testimonianza della grande influenza del poliedrico Strange sulla scena internazionale.

Dopo il successo di The Damned Don’t Cry (numero 11 in UK) Midge Ure lasciò i Visage per concentrarsi sulla carriera degli Ultravox, ma l’amicizia con Steve Strange non ne risentì affatto. A testimonianza di questo, ecco quanto scritto sul suo sito (cliccare sull’immagine per ingrandirla):

idge ure

Un grande successo, quindi, ma anche una grande caduta che lo portò – più in là nel tempo – a far uso di sostanze stupefacenti e addirittura macchiarsi di furto. Una vita non scevra di ombre, tra le molte luci, tutta raccontata nell’autobiografia “Blitzed!

Triste la figuraccia di Sanremo, dove nessuno ha capito perché gli Spandau Ballet dedicassero la loro performance proprio all’amico Steve Strange. Non fosse una kermesse musicale, probabilmente, saremmo pronti a passarci sopra mentre chi si arroga il diritto di decretare i successi di domani ha il dovere di conoscere quelli di ieri.

Arrivederci Steve “lo strano”, con te il paradiso sarà senz’altro più colorato.

Photo Cover ©DavidLevine.

Erika Zini
Massimiliano Mazzetti