[Film] C’est la vie … comunque

“Prendila così non possiamo farne un dramma” cantava Lucio Battisti ed è un modo di vedere la vita, che è sempre da prendere come viene perché davanti ad essa si è il più delle volte impotenti. È questo il messaggio che vuole dare C’est la vie, bella commedia francese che unisce la risata alla riflessione: si ride molto, ma in tante occasioni la risata è in realtà amara perché ci si rende conto che, come nella migliore delle commedie greche, ridendo delle vicissitudini, dei pensieri e degli atteggiamenti dei personaggi, stiamo ridendo in realtà di noi stessi esorcizzando i nostri mali e i nostri dolori.

Un film corale dalla sceneggiatura ottima perché sa incastrare tante storie e tanti stati d’animo. Max è un wedding planner navigato, ma anche ormai logoro e stanco sia del mestiere che della sua vita personale alla quale non riesce a dare una svolta. Dimenticatevi la Jennifer Lopez di Prima o poi mi sposo, preparata, appassionata e perfetta in ogni dettaglio sul lavoro: Max ha una squadra tenuta insieme più dall’amicizia e dall’abitudine che dalla competenza e dalla preparazione. Per di più quel giorno si trovano ad affrontare il matrimonio di una coppia la cui sposa sembra subire le nozze sorridendo impacciata e pure imbarazzata allo sposo ad ogni sua idea bislacca, mentre lui si crede l’unico festeggiato e tedia il pubblico con un logorroico discorso, intriso di luoghi comuni e retorica: gli invitati subiscono, in attesa dei tortini (troppo) salati e di ascoltare la musica. La musica è curata da James, sostituto del dj voluto dallo sposo, che fa musica un po’ datata, ma sorprende, soprattutto gli italiani, cantando “Se bastasse una canzone” di Ramazzotti nella versione spagnola.

Com’è presumibile ne succedono di tutti i colori, ma gli accadimenti non servono solo per farci ridere o sorridere, ma per scavare nella nostra anima. Adèle è la delfina di Max, ma è sempre nervosa, nevrotica, forse anche perché non ottiene quello che ritiene di meritare: la possibilità di essere a capo dell’organizzazione di una cerimonia. Per ottenere il suo obiettivo deve diventare una donna risolta, che sorride e che è meglio predisposta verso gli altri: solo l’amore può operare il miracolo.

Questo gruppo di falliti gestisce il matrimonio con imperizia (addirittura il frigo viene staccato e la carne, principale portata delle nozze, va a male) ma ognuno evolverà e alla fine della giornata niente sarà più come prima anche se ci si darà l’appuntamento per la prossima cerimonia da gestire come se nulla fosse.  Ci sono anche dei lavoratori in nero e Max non fa mistero di evadere le tasse; quando crede di avere davanti un finanziere si lancia in un monologo che pare cucito su misura per gli italiani e che molti politici dovrebbero ascoltare: non si sa se ridere, perché la situazione è paradossale, o se far uscire la rabbia che cova anche in noi oltre che in Max.

Le nuove tecnologie incombono soprattutto nella figura del fotografo, che solo Max ormai fa lavorare perché la tecnologia gli sta togliendo il lavoro: oggi chiunque può fare le foto col cellulare e mandarle a chiunque, postarle su Facebook, tenerle in memoria, senza bisogno di un fotografo, come spiega Max all’amico. Ma allora il giorno del matrimonio non è più un giorno speciale, è un giorno come un altro, solo più dispendioso e faticoso, con tante cose da gestire, tanti contrattempi, un po’ come la vita. Non a caso il titolo originale è Le sens de la fête (il senso della festa): forse le feste non hanno più senso, diventano un rituale perché la vita è un ingranaggio rituale nel quale ci perdiamo.

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L’invito del film è a trasformare ogni momento in una festa, imparare a gioire e a capire cosa davvero ci appassiona, sapendo che, forse proprio per questo, da lì verranno molti dolori: ecco spiegata la scelta finale di Max, sia nella vita professionale che personale. Finalmente sceglie, decide e questo lo rende più sereno e capace di guardare gli altri con occhi nuovi. Proviamoci, perché, comunque, la vita è una e, nonostante i contrattempi e i dolori di cui è intrisa, vale la pena di viverla, come una festa, pensando però: è (solo) la vita, prendiamola come viene.


Claudia Culiersi, giornalista, conduce la trasmissione informativa musicale Music Box insieme a Lucia Marches, in onda su Ciao Radio il venerdì dalle 19.00 alle 20.00.

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