Scommettiamo che … Frizzi ci strappa un sorriso?

Dire “Non ci sono parole” spesso equivale a dire che ce ne sono troppe, che troppo si potrebbe dire e non se ne ha il tempo o, più semplicemente, la voglia; ma anche il silenzio può parlare, soprattutto se si deve raccontare di un uomo che ha giocato con le parole fino a poche ore prima di morire nel preserale L’Eredità. Per molti Fabrizio Frizzi era la televisione e, dopo tanti anni di carriera, un’intera generazione non può immaginare la RAI senza di lui perché il suo volto sorridente è sempre stato lì, da decenni, anche se lui era ancora abbastanza giovane.

Aveva iniziato con Tandem e la tv dei ragazzi, fatta per un bel po’ di tempo, l’ha aiutato certamente ad avere un lessico semplice, immediato e gli ha insegnato come tenere l’attenzione del pubblico visto che ogni pomeriggio doveva catturare quella degli spettatori più esigenti: i giovani. La RAI lo fece crescere dandogli la responsabilità di programmi importanti come Europa Europa con Elisabetta Gardini (chi l’avrebbe detto che poi lei a Bruxelles ci sarebbe andata davvero da politica?) o Scommettiamo che?, un vero esperimento per la televisione italiana.

Cantava abbastanza bene e conosceva bene la musica (suo fratello Fabio è direttore d’orchestra) ma non ha mai avuto l’onore di presentare Sanremo anche se il suo nome veniva fatto quasi ogni anno come possibile conduttore della kermesse; forse è stata una mancanza da parte della RAI, ma Frizzi non era tipo da lustrini e paillettes, era il vicino di casa che bussa con discrezione scusandosi per il disturbo per consegnarti la raccomandata che ti ha fatto il favore di prendere quando ha intercettato il postino.

Era sempre sorridente, rassicurante, e sapeva unire l’eleganza con la semplicità, la simpatia con il garbo e riusciva a coniugare il sorriso e l’impegno. Lo ricordiamo soprattutto, immaginando che lui avrebbe voluto così, come il vero mattatore di Telethon che ha condotto ininterrottamente dal 2001 e che era ormai casa sua. In quella settimana dell’anno usciva il vero Fabrizio: ironico, divertente, ma anche profondo, capace di sorridere anche davanti a storie drammatiche senza che il suo sorriso risultasse becero, bensì incoraggiante e pieno di comprensione sincera. Uomo coraggioso e coerente, Frizzi non parlava solo di beneficenza, ma donò il midollo osseo salvando la vita di una ragazza che poi la vita gli ha permesso di conoscere.

I bambini lo ricorderanno come doppiatore di Woody di Toy Story e il brano che nel film canta niente meno che con Riccardo Cocciante è pieno di leggerezza e poesia e un po’ gli assomiglia perché è stato lui il nostro “amico in più”. È stato capace di adattarsi ai tempi rimanendo se stesso ed ebbe il coraggio di rimettersi in gioco, soprattutto quando partecipò a Ballando con le stelle con l’amica di sempre Milly Carlucci, o a Tale e Quale Show. Sempre era garbato, cortese ed era piacevole ospitarlo (metaforicamente) sul divano di casa: di lui nessuno potrà trovare una parola o un gesto fuori luogo o non ispirato al rispetto e alla cortesia, seppur in tante ore di televisione, e in questo dovrebbe essere eretto a maestro da chi vuole intraprendere questa professione.

Oggi è sempre più difficile fare televisione in quel modo, in un contesto in cui sembra esserci la gara a chi urla di più, a chi la spara più grossa pur di racimolare qualche spettatore in più: il pubblico seguiva numeroso Frizzi anche se la sua televisione era più una brezza leggera, lontana da urla, maleducazione o eccessi e questo dovrebbe insegnare qualcosa a chi disegna i palinsesti o sceglie i conduttori.

Strano che una persona come lui, così discreta e garbata, sia spesso finita sui rotocalchi per la sua vita privata. La sua relazione con Rita dalla Chiesa fece clamore almeno quanto la loro separazione e in seguito il gossip si nutrì della sua nuova storia con Carlotta Mantovan, conosciuta a Miss Italia, altro programma che ha condotto per molti anni, e della nascita della loro piccola Stella. Ma il pubblico non gli rimproverò nemmeno questo: era troppo elegante per non perdonargli una piccola marachella che lasciò tutti più stupiti che indignati.

Ci sarebbero tante altre cose da dire, ma appunto, non ci sono parole, solo il sentimento che questa perdita ci fa davvero “ridere nel pianto”; perché ci piace ricordarlo col sorriso, quello che aveva e quello che strappava attraverso lo schermo, anche se tra le lacrime. Quindi Scommettiamo che Fabrizio ci regala un ultimo sorriso?


Claudia Culiersi, giornalista, conduce la trasmissione informativa musicale Music Box insieme a Lucia Marches, in onda su Ciao Radio il venerdì dalle 19.00 alle 20.00.

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