Gardlén. Una storia bolognese: intervista a Serena Campi

Una storia, tante storie. Potrebbe essere questo il sottotitolo del libro di Serena Campi “Gardlén. Una storia Bolognese” (Edizioni Nuova S1) con la quale abbiamo avuto il piacere di parlare. Una città, quella descritta dall’autrice bolognese, ormai scomparsa ma non dai ricordi di chi l’ha vissuta e di chi ne ha sentito i racconti.

Storia che gira attorno ad una via – centralissima – della città, via del Pratello famosa ora come allora ma con un volto che cambia a seconda di chi la vive e chi la frequenta.

Ecco l’intervista con Serena Campi:

Il Libro

Gardlén è il romanzo di una vita qualsiasi eppure straordinaria.
Racconta infanzia, adolescenza e maturità di Irma e di sua sorella Carmen nella Bologna tra il 1911 e il 1943.

Irma vive con la famiglia nel rione del Pratello, dove si parla dialetto, si mangia quando ce n’è ed è sfuocato il confine tra sopravvivere e delinquere. Eppure canta, Irma bambina, sulle scale, per strada e dappertutto, come un cardellino, allegra, di niente, di tutto, cristallina come solo possono esserlo i bambini, nonostante la durezza di quel che la circonda.

Irma attraversa le privazioni della guerra, l’epidemia di Spagnola, la miseria. Cresce e s’innamora, l’amore esagerato dei vent’anni, che qualcuno fa di tutto per sciupare.

Una folla di personaggi minori, appassionati, ambiziosi, onesti e corrotti, ciascuno con la propria storia privata che s’intreccia a quella della protagonista, accompagna Irma nella sua crescita individuale, attraverso eventi lievi e drammatici, tra le feste da ballo e i circoli mondani, l’amore e il dolore, grandi successi e terribili cadute.

Gardlén è il romanzo di una vita, di una strada, di un’intera città che, sulle note del charleston, converge inesorabile verso la seconda guerra mondiale.

Immagine di copertina di Emilia Maria Chiara Petri.

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