Portobello: il vintage regna in tv:

“Dunque, dove eravamo rimasti?”. Ero anch’io davanti alla televisione in quella serata del 1987 che segnò il ritorno di Enzo Tortora e di Portobello,  programma che lui aveva creato tanti anni prima e che da allora è sempre stato identificato con lui. Tutta Italia era davanti al televisore perché quel ritorno assumeva contorni un po’ da tragedia greca, un po’ da fiction finita bene, con la vittoria del bene sul male: sarebbe stata un’ottima sceneggiatura.

Portobello si era interrotto forzatamente qualche anno prima, quando una notte la polizia aveva svegliato Enzo Tortora, conosciuto da tutti come elegante, corretto, cortese, dai modi sin troppo raffinati e gentili, per rinchiuderlo in carcere accusato di mafia. Incredibile per tutti, ma il processo andò avanti per anni, finché non fu provata senza ombra di dubbio l’innocenza di Enzo Tortora che poté tornare al suo Portobello pronunciando proprio la frase citata in apertura. Purtroppo però il giornalista era ormai da tempo gravemente malato, forse a causa dello shock subito in seguito alla carcerazione, e dopo poche puntate il programma dovette essere interrotto e Tortora morì.

Portobello, insomma, ha il sapore del discorso mai completamente finito, ma sempre interrotto, c’è un fil rouge che tuttora lega gli italiani al programma. Portobello Road è una via di Londra, nei pressi di Notting Hill, famoso per il suo carnevale e per la romantica pellicola con Julia Roberts e Hugh Grant. Il fascino di Portobello Road risiede nelle sue architetture, nella sua semplicità, nei suoi colori, e nel mercatino che è il più famoso al mondo: vi si possono trovare oggetti di ogni tipo, soprattutto antiquariato, da comprare a poco prezzo (possibilmente contrattando) o da scambiare. C’è sempre molta gente che lo visita, turisti, londinesi, e il suo fascino arricchisce Londra.

Da questo Tortora era partito per creare il suo programma che, a posteriori, possiamo considerare, con le sue tante rubriche, la costola di quasi tutta la televisione degli anni che seguirono. Da Portobello sono nati programmi come C’è posta per te, I Cervelloni, Scommettiamo che…? Uomini e donne, Tu si que vales! Nessuno aveva finora pensato di riproporlo, come se Tortora avesse portato la formula segreta del programma nella tomba con sé, ma dopo trent’anni dall’ultima puntata la RAI ha deciso di farlo tornare condotto da Antonella Clerici.

Il revival, segno del vigore del vintage e anche della nostalgia per un’epoca in cui si stava meglio, ha saputo magicamente mixare tradizione e novità: senza tradire l’idea originale, il programma ha saputo evolversi e tenersi al passo coi tempi, per i personaggi presentati e i problemi affrontati, nonché grazie al ricorso ai social. Antonella Clerici, da grande professionista, ha lasciato che l’emozione trasparisse, ma ha saputo dare ritmo alla puntata, renderla colorata e allegra, proprio come il mercatino di Portobello Road. Ha saputo dare ad ogni ospite uno sguardo teneramente divertito, che evidenziava stupore e un po’ di benevola presa in giro, ma nella massima serietà e con grande rispetto; ci sono state poche lacrime e molte risate o quanto meno sorrisi.

Era un’eredità pesante, ma proprio la riposizione del passato con innesti innovativi ci permette di affermare che la sfida è s tata vinta, almeno quella contro il tempo. A chi quegli anni di televisione li ha vissuti, è sembrato di entrare in una vecchia casa nella quale non si entrava da anni, e piano piano togliere le ragnatele, la polvere sui mobili, ridarle una vita nuova e nel contempo ritrovare gli oggetti, gli angoli che ci riportano ad anni prima e ai nostri ricordi.

Vengono in mente altri due tentativi simili, ma molto diversi nelle intenzioni e nella resa: Anima mia e Rischiatutto. Nel primo caso si faceva semplicemente il verso a cliché, programmi, mode degli anni Settanta, mentre nel secondo caso, trattandosi di un quiz, era meno forte la componente umana ed emotiva, benché si sentisse la presenza di Mike Buongiorno.

È bello ogni tanto ricordare o conoscere un’epoca in cui si era meno smaliziati, più sereni e anche il mercatino di Portobello contribuì all’epoca a farci sentire più uniti. Chissà che questa nuova edizione non ricompia il miracolo, perché il vero segreto del programma era ed è mettere in contatto persone e umanità in modo vero ed oggi ne abbiamo bisogno quanto e più di ieri. Ma per ora, anche per me, “Big Ben ha detto stop”.


Claudia Culiersi, giornalista, conduce la trasmissione informativa musicale Music Box insieme a Lucia Marches, in onda su Ciao Radio la domenica dalle 9.30 alle 10.30.

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