Al centro della musica e del cuore

Correva l’anno 1968 quando un giovane di Centocelle innamorato della musica e della letteratura si presentò a fare un provino presso la RCA dopo aver sfiorato la vittoria al festival degli sconosciuti di Ariccia. Il brano si intitolava “Signora Lai” e raccontava di una donna che ha tradito il marito col vicino più giovane, ma quando il ragazzo scoprì che a provinarlo sarebbe stato un certo signor Lai, la canzone diventò “Signora Lia”: il giovane era Claudio Baglioni.

In questi 50 anni Baglioni ha saputo restare un punto di riferimento della discografia italiana anche perché ha saputo rinnovarsi ed evolversi restando però fedele a se stesso ed è per questo che oggi ci sono tre generazioni che lo amano. Il grande successo arrivò nel 1972 con “Questo piccolo grande amore” che all’epoca era stato velocemente liquidato dai discografici come un buon lato B e nel 1985 fu proclamata la canzone d’amore del secolo.

Dopo tanti brani che lo fecero identificare come cantore del romanticismo e dell’amore dalle tinte un po’ adolescenziali, negli anni Ottanta con “Strada facendo” e soprattutto “La vita è adesso” iniziò un’evoluzione che coinciderà però col punto più basso della sua carriera, l’unico inciampo in una carriera senza macchie.

Nel 1988 Baglioni partecipò in rappresentanza dell’Italia  al tour Human Rights Now! organizzato da Amnesty International, che vedeva la partecipazione di artisti di fama mondiale come Sting e Bruce Springsteen. La sua esibizione viene duramente contestata dal pubblico a suon di urla e fischi tanto che il cantautore dovette quasi abbandonare il palco. Ma nel 1990 uscì Oltre, il vero album della svolta. I testi non parlano solo d’amore e quando lo fanno usano un linguaggio nuovo, diverso dal primo Baglioni; pullulano le citazioni colte e i raffinati giochi di parole e una ricercatezza lessicale che permette di fare di parole e musica un unicum.

Negli anni Novanta si è affacciato anche al mondo della televisione conducendo con l’amico Fabio Fazio Anima mia, un cult per l’epoca, e nel 2018 ha condotto ed è stato il direttore artistico del festival di Sanremo, esperienza che ripeterà nel 2019.

Baglioni ha deciso di rendere omaggio alla musica, che tanto ama e tanto gli ha dato, e al suo pubblico regalando un tour celebrativo per festeggiare questo importante anniversario: invece di ricevere regali, Baglioni ha fatto un regalo ai suoi fan. Il tour ha fatto anche tappa a Bologna, con due date all’Unipol Arena, alla quali hanno assistito anche Gianni Morandi e Biagio Antonacci, confusi tra il pubblico. In ogni tour Baglioni sa essere creativo, cura i dettagli e sa sempre sorprendere: a maggior ragione voleva farlo in questa importante occasione. Perciò in questo tour c’è una ricercatezza totale, nulla è lasciato al caso, nelle luci, nelle suggestioni, nei colori che si susseguono sul palco posto al centro del Palasport per abbracciare idealmente tutto il pubblico e perché il festeggiato possa davvero sentire l’abbraccio del pubblico che d’altronde lo ha accompagnato cantando per tutte le tre ore di spettacolo.

Sul palco Baglioni era accompagnato da ballerini e acrobati di grande qualità che arricchivano la presentazione dei brani e il grande palco rischiando però di assorbire l’attenzione del pubblico, senza contare che il pubblico avrebbe molto gradito anche il solo Baglioni con piano e chitarra. Per tutti i convenuti è stato come sfogliare un album di fotografie, proprio come Claudio descrive in una delle sue più celebri canzoni, e ritrovarsi all’interno di viaggio spazio temporale denso di emozioni: ognuno in tre ore ha ripercorso tutta la sua vita.

Unico appunto che si può fare è alla scelta di cantare i brani in ordine rigidamente cronologico: personalmente avrei preferito un’altra scelta perché il fil rouge che lega i brani tra loro e al cuore del pubblico è prima di tutto emozionale e per questo abbatte ogni barriera temporale. Baglioni non ha parlato molto, ha lasciato che parlasse la musica, ma alla fine ha ringraziato commosso per questi 50 anni di musica e amore e, notando il calore del pubblico permanere intatto dopo tre ore, ne ha lodato la resistenza, proponendo di continuare lo spettacolo col resto del repertorio: fosse stato per i tantissimi presenti che gremivano il palasport, avrebbe certamente fatto gli straordinari.

Questo spettacolo, al di là dell’arte che ha portato in scena, ha significato a tutti che la vita scorre, che si può vincere o perdere, che a momenti dolci ne seguono di amari, proprio come nello spettacolo. Per una sera ci si è divertiti con “Porta Portese”e “W L’Inghilterra” e ci si è commossi con “Poster” e “Acqua dalla luna”, si è ballato e urlato, ma soprattutto ci si è stretti, almeno metafisicamente, in un unico grande abbraccio per un unico grande amore che porta al centro della realtà del cuore.


Claudia Culiersi, giornalista, conduce la trasmissione informativa musicale Music Box insieme a Lucia Marches, in onda su Ciao Radio la domenica dalle 9.30 alle 10.30.

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