L’artista italo-tedesca Catherine Biocca in mostra a Villa delle Rose con l’esposizione You’re Hired

Continua a vele spiegate il programma Residenze ROSE 2018/2019 promosso da MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, dopo Dina Danish & Jean-Baptiste Maitre infatti, l’artista selezionata per la realizzazione di un lavoro inedito adattato alla sede di origine settecentesca di Villa delle Rose è l’italo-tedesca Catherine Biocca con la sua esposizione You’re Hired.

Residenze ROSE è un progetto artistico volto a valorizzare lo sviluppo artistico e la città di Bologna come centro nevralgico di cultura con l’obiettivo di creare delle residenze per talentuosi artisti sfruttando e riscattando al meglio un luogo così storico e imponente come Villa delle Rose.

L’artista è stata scelta, attraverso una procedura di selezione internazionale, da una giuria di esperti composta da Lorenzo Balbi, direttore artistico MAM-bo; Lorenzo Giusti, direttore GAMec – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo; Eva Marisaldi, artista; Giulia Pezzoli, curatrice Programma di Residenze ROSE e Kate Strain, direttrice artistica Grazer Kuntverein (Austria).

Catherine Biocca, classe 1984, si è formata artisticamente tra Olanda e Germania e nonostante la sua giovane età vanta un curriculum molto consistente. La sua carta vincente – ed è la particolarità che l’ha fatta emergere anche in questo caso – è l’utilizzo di svariate tecniche artistiche.

L’esposizione You’re Hired (Sei assunto) presenta infatti varie forme d’arte e durante il breve percorso che è concentrato tutto nel piano terra di Villa delle Rose, ci si imbatte nell’interazione tra elementi audio-visivi, grafico-pittorici e scultorei attraverso delle installazioni bizzarre ma al tempo stesso composite composte da suoni e animazioni.

[Steli, Catherine Biocca]

Quello che salta subito all’occhio è l’uso preponderante dei cartoons, personaggi di fantasia, gli stessi che troviamo nei cartoni animati e nei fumetti, che nel contesto di una villa creano inevitabilmente una situazione di forte disorientamento, un conflitto anacronistico al limite del surreale.Questo è il caso delle opere Steli I-II-III, in cui un omino esibizionista mostra la sua nudità a delle lapidi d’epoca etrusca, che rimandano al periodo in cui la villa ospitava la struttura ospedaliera della Croce Rossa durante il Secondo Conflitto Mondiale. Apparentemente queste tre opere potrebbero risultarci immorali, ma è proprio questa immoralità, l’interruzione della serietà della storicità, della sua “sacralità”, che l’opera vuole far emergere. Il gesto dell’omino non è altro che la cruda trasposizione della nostra quotidianità in un’opera d’arte, ogni giorno infatti abbiamo a che fare con quella che Catherine Biocca ha definito una “banalizzazione delle violenza” e i primi a ricordarcelo sono proprio i cartoni animati, dove quella violenza usata per arrivare al fatidico “The End” è sempre cinica e sarcastica e a nostri occhi divertente.

L’intenzione di Biocca è quella di adattare il linguaggio odierno alla storicità , un’intenzione che è poi il leitmotiv del suo lavoro.

[Busti, Catherine Biocca]

Nel corridoio d’entrata troviamo le opere Busti Rosa II-III, – mentre l’opera Busto Rosa I si trova nel pianerottolo delle scale. Anche qui è forte il rimando al passato e alla storicità della villa.
I Busti raffigurati sono strettamente legati al luogo, fanno infatti riferimento ai busti nel parco trovati senza testa, a differenza di quelli raffigurati da Catherine Biocca che invece possiedono un’identità.
Molto interessanti anche gli interventi Ruins I-V, ovvero delle rovine raffigurate in maniera stratificata che innescano una coesistenza irreale, suscitando anche qui un disorientamento spazio-temporale.

[Exclusive Cocktail, Catherine Biocca]

Al centro dell’esposizione c’è però un altro elemento, quello della relazione tra spazio interno e spazio esterno che si riflette anche sulla relazione-interazione tra reale e digitale evidente nell’opera Exclusive Cocktail, un trompe-l’oeil, dove, all’interno di una stanza buia è proiettato un video in cui, sul viale alberato di Villa delle Rose, cammina indisturbato un mastodontico T.Rex. Anche qui ritroviamo un rimando al passato, addirittura preistorico, rievocato e decontestualizzato, lasciando lo spettatore sbalordito.
Altra opera in cui in cui è forte la relazione tra spazio interno ed è esterno è Broken Sky, sicuramente l’opera più poetica dell’esposizione, una finestra sul cielo che abbatte, per così dire, il confine fisico tra la villa e quello che c’è fuori.

[Broken Sky, Catherine Biocca]
[You’re Hired, Catherine Biocca]

E per ultima ma non per importanza – anzi -, è l’installazione che dà il nome alla mostra ovvero You’re Hired. Questa installazione è curiosa e molto particolare, e non solo perché è composta da una grande tenda e da due busti che, con indosso un cappello zanzariera, dialogano tra di loro.
La particolarità di questa installazione è l’impossibilità di dialogo che hanno i due manichini tra loro, dovuta dal fatto che uno sta comunicando alcune frasi che fanno riferimento ad un colloquio di lavoro mentre l’altro ad una conversazione intima. Perciò quello che ne risulta è un dialogo sfalsato di voci separate e contemporaneamente disturbate dal suono del ronzio di alcuni insetti. Qui l’obiettivo dell’artista è quello di evidenziare la violenza provocata  dall’incapacità di saper ascoltare, uno dei più grandi problemi della società odierna.

Per aumentare ulteriormente il livello di ansia e disorientamento causato dal ronzio degli insetti, dal 27 aprile, Federica Scalera, una performer scelta da Catherine Biocca, “disturberà” i visitatori della mostra improvvisando degli interventi visivi e vocali.

Ingresso gratuito. L’esposizione è aperta il sabato e la domenica dalle ore 14 alle ore 19 e sarà visitabile fino al 26 maggio 2019.
Le visite guidate a cura del Dipartimento educativo MAMbo si svolgono ogni sabato alle ore 17 con un minimo di 6 persone e il costo di partecipazione è di 4 euro. La prenotazione è obbligatoria:
tel. 0516496627 (mercoledì ore 10-17; giovedì ore 13-17) oppure 0516496611, mamboedu@comune.bologna.it

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