God save the Queen

Si dice che dietro a un grande uomo c’è sempre una grande donna, ma è vero anche che dietro a una grande donna c’è un grande uomo.

La Regina Elisabetta non ha mai nascosto il debito che aveva con il marito Filippo definendolo più volte la sua roccia, per questo la morte del duca di Edimburgo lascia un segno indelebile nella Royal Family e nella monarchia inglese. D’altronde la morte del principe Filippo, a poche settimane dal suo centesimo compleanno che il 10 giugno tutta la famiglia era pronta a festeggiare in grande stile, segna uno spartiacque non solo per la famiglia (da lui ribattezzata simpaticamente ma non troppo The Firm, l’azienda) ma per la storia mondiale, togliendo l’ultimo esponente di un’Europa e di un mondo che ormai non esistono più e che con lui perdono l’ultimo testimone.

Era nato a Corfù, Principe di Grecia, nipote di re Costantino, ma era imparentato con gli zar, con i re di Danimarca e anche, segno del destino, con la Regina Vittoria. Suo nonno materno era Luigi di Battenberg, importante esponente della Royal Navy che in Inghilterra aveva ottenuto di chiamarsi Mountbatten, e grazie a lui il piccolo Filippo poté vivere i suoi primi anni a Londra ed essere introdotto alle armi e alla carriera militare. Quando lui e sua madre tornarono in Grecia per ricongiungersi al padre, scoppiò la guerra greco – turca che, vedendo la vittoria dei turchi, portò alla fine della monarchia e all’esilio per la famiglia reale di Grecia che si trasferì a Parigi (pare che Filippo vi fu trasportato nascosto in una cassa d’arance) e, dopo ottimi studi nella capitale francese, Filippo chiese al nonno Mountbatten di poter andare a Londra per entrare come lui nella Royal Navy.

Fu così che conobbe la figlia maggiore di re Giorgio VI, Lillibeth: lei aveva appena tredici anni, ma capì subito che quel ragazzo audace e bello, era l’uomo della sua vita. La guerra li divise, sia perché lui era militare nella Royal Navy, sia perché le sue sorelle si erano incautamente imparentate con gerarchi nazisti, ma i due ragazzi restarono in contatto epistolare e la fine della guerra li rivide insieme per non lasciarsi più.

Il 20 novembre 1947 i due si sposarono nell’Abazia di Westminster con una cerimonia semplice, rispettosa della povertà e del dolore che la guerra aveva lasciato anche in Gran Bretagna. La coppia si trasferì a Malta, dove Filippo prestava servizio nella Mediterranean Fleet, e i due erano in Kenya, tappa del loro tour nel Commonwealth, quando appresero della morte di re Giorgio VI e fu proprio Filippo a informare la moglie della perdita che significava anche che Elisabetta era regina d’Inghilterra.

L’incoronazione ufficiale avvenne nel 1953 e da allora Filippo ha saputo svolgere egregiamente il suo ruolo di principe consorte restando sempre due passi indietro alla moglie, ma solo formalmente, perché Filippo ha saputo tenere unita la famiglia ed essere un consigliere efficace e discreto per la Regina che lo interpellava e teneva in grande considerazione i suoi pareri.

I due hanno avuto 4 figli, Carlo, Anna, Andrea ed Edoardo, otto nipoti e ben 10 pronipoti, più l’undicesima, la figlia di Harry e Meghan, in arrivo. Pare che lui abbia avuto un ruolo importante nella crisi tra Carlo e Diana e, anche se ci sono pareri contrastanti sul suo rapporto con la nuora, sembra che abbia scritto a Diana: “Non capisco come Carlo possa preferire Camilla a una come te.”. Fu invece proprio lui a imporsi perché fosse allontanata Sarah Ferguson, moglie di Andrea visti gli scandali che l’avevano vista protagonista. E sempre lui seppe al meglio, a quanto si dice, stare vicino ai nipoti William e Harry nel momento del dolore per la perdita della madre Diana.

Era un vero gentleman, più british degli stessi inglesi, anche se era greco, soprattutto per le sue battute e le sue gaffe, come quando disse che le donne inglesi non sanno cucinare (ma avete mai mangiato in Inghilterra? Provate e gli darete almeno in parte ragione!) o quando si rivolse a degli studenti inglesi in Cina affermando che restando lì avrebbero avuto gli occhi a mandorla. Mai politically correct, nessuno osava criticarlo, al massimo le sue gaffe generavano un paio di risate e ce lo rendevano simpatico, col sospetto che a lui fosse permesso di dire ciò che tutti pensavano, ma nessuno aveva il coraggio di affermare pubblicamente.

Amava lo sport, la guida (guidava ancora a 97 anni quando, dopo un brutto incidente, gli fu tolta la patente), e l’arte, forse per questo ha sempre avuto un ottimo rapporto con l’Italia, culla della cultura e della buona tavola, fin dal 1943 quando partecipò allo sbarco in Sicilia. Si dice che Elisabetta sarebbe stata pronta al divorzio per ben 63 volte, a causa delle frequenti scappatelle del marito: Filippo era un bel ragazzo e non indifferente al fascino femminile e anche se ufficialmente le notizie sulle sue infedeltà sono state sempre smentite, lui stesso ha più volte ammesso che Elisabetta ha avuto molta pazienza e tolleranza con lui. Alla fine conta il fatto che  la coppia è stata insieme per ben 73 anni, tra alti e bassi come tutte le coppie, ma legata da un profondo sentimento d’amore, il solo che può giustificare una così lunga unione. Una coppia che, al di là del rango e del ruolo pubblico, è un esempio per tutti in un’epoca in cui non si ripara più niente e si preferisce cambiare tutto, anche partner, al primo problema.

Per lui funerali privati a Windsor come egli stesso aveva chiesto, con una trentina di persone, tra cui Harry che arriverà da Los Angeles senza Meghan in avanzato stato di gravidanza. Le esequie saranno comunque trasmesse in tutto il mondo anche in streaming. La stessa famiglia reale si dice sorpresa di tanto affetto per il Duca di Edimburgo, ma forse la gente ricorda il suo sorriso e capisce che adesso nulla sarà più come prima.

Fonti ufficiali dicono che questa perdita è stata un duro colpo per Sua Maestà  la quale però non ha intenzione di abdicare e continuerà a svolgere il suo servizio coadiuvata da Carlo, Camilla, William e Kate, ma ormai è chiaro che tutto è cambiato, che la Monarchia (non solo quella inglese, ma soprattutto quella) ha ormai perso il suo fascino, il suo alone di magia di un’epoca di cui Filippo era l’ultimo rappresentante, quando i principi sposavano le principesse, si affacciavano raramente dal loro balcone e si mostravano sempre felici e raggianti proprio come nelle fiabe. Nonostante ora Filippo non ci sia più, possiamo azzardare che la sua favola con Elisabetta sia finita davvero con “E vissero felici e contenti”, anche per la regola base imposta da Elisabetta: “Never complain, never explain”; ovvero mai lamentarsi, mai spiegare.

God save the Queen.

(Claudia Culiersi)